BUM! – SICILY PARK: un “PONTE” per la GUERRA nelle nebbie allucinate del “RIARMO EUROPEO”.
- “Roma” prova a “rifilare” il suo “Ponte” nel Military Mobility Action Plan dell’UE. Bum!.
- E nell’italietta del Debitone, intrappolata nella demenza dell’Occidente Collettivo, ci mancava solo la Legge In-Sicurezza -definita anche “anti-NoPONTE”- che legalizza il Terrorismo di Stato: Bum!.
- Ma ad aver paura sono Loro!. E resta la Realtà coloniale, che ci vorrebbero impedire con ogni mezzo di comunicare. Una Realtà evidente: in Sicilia e Calabria mancano 3000 ponti: tutti utili, tranne uno. Per non dire di asili, scuole a tempo pieno, residenze per anziani, strade decenti, servizi pubblici ecc. E i soldi del FSC UE -e non ne abbiamo altri- servirebbero a questo, non al “Ponte” o al riciclaggio via STEP dei 300 milioni regalati dal governo Schifani alla multinazionale STM. In attesa della privatizzazione all’asta global degli Aeroporti “pubblici” dell’Isola: i veri Ponti per il Mondo.
Nella lezione magistrale di Karl Schmitt, l’insularità è luogo di accumulo della potenza marittima. A chi appartiene questa “potenza” nell’Arcipelago di Sicilia?.
L’Isola è luogo d’accumulo della potenza marittima, che può essere impugnata -in varie forme- dal popolo che la abita, oppure dalle forze esterne che -in varie forme- la colonizzano. Tertium non datur.
La Storia del Canale di Messina è la Storia del Mediterraneo. E dunque anche delle sue Guerre.
Si aggiunga che la Ristrutturazione miliardaria in corso su Sicily Park, Hub dell’imperialismo europeo: digitale-energetico-militare > con vista sulle Afriche, fa dell’Isola una piattaforma neocoloniale dell’Occidente collettivo il cui Destino geostorico appare segnato.
Dunque non ci stupisce che lo Spettacolo del Ponte abbia anche una sua dimensione militare. E le aziende che “costruiranno” questo inutile e improbabile Ponte hanno già “esperienza” nello sviluppo della logistica della NATO.
La nostra Analisi ha già chiarito che il concetto di RIARMO EUROPEO non va circoscritto alle sole filiere specifiche del complesso militar-industriale: esso agisce come nefasta e avventuristica Forza mentale su tutte le Catene del Valore e le interconnesse Infrastrutture.
Né potrebbe essere altrimenti: “nell’Epoca dell’Imperialismo –che è un Tempo della Storia- e delle sue guerre weaponizzate: monetarie e commerciali, tecnologiche e industriali, energetiche e militari… E Infrastrutturali”. (TerraeLiberAzione-2005).
“Quel Ponte serve alla NATO!”. Quando il movimento NO-PONTE! -tra cui TerraeLiberAzione- lo denunciava “urlandolo dai tetti”, fecero silenzio. Ora, addirittura, il “partito del ponte” lo rivendica come una opportunità riarmista: i vari Salvini, Meloni & Puperia varia.
Sanno di mentire, non sono stupidi – e lo Spettacolo del Grande Kapitale dimostra una fantasia illimitata: il secolare Totem immaginario sul Canale di Messina ha partorito un altro miracolo: è una questione di sicurezza internazionale!. Bum!.
Sta scritto in un documento inviato da “Roma” alla Commissione europea. La Grande Opera (dei Pupi) è “imperativa e prevalente per l’interesse pubblico” per “motivazioni geopolitiche e militari, fondamentali in caso di scenari di guerra per il passaggio di truppe e mezzi della NATO” (e per aggirare i vincoli ambientali UE e per “caricare” 15 miliardi -già rubati alla Sicilia e al Belpaese- verso l’obiettivo del 5% del PIL in spesa militare, come imposto dal Regime di Washington).
In breve: “Roma” prova a “rifilare” il Ponte dei Miracoli nel Military Mobility Action Plan dell’UE. Bum!.
Nel fantasioso documento non mancano gli “scenari internazionali di instabilità, dai Balcani al Medio Oriente, come fattori che rendono ancora più urgente e necessaria la costruzione della Grande Opera”. Bum!
Un qualunque onesto Ingegnere potrebbe intanto obiettare che i carrarmati e gli altri pesanti giocattoli di morte, sul Ponte, prima, ce li devi portare: dalla Salerno-Reggio C. – e dunque l’intero percorso, Ponte compreso, va piastrellato con milioni di placche metalliche e l’asfalto va protetto da una speciale copertura in gomma. E c’è anche altro, ma riveliamo intanto la nostra fonte: è il Genio Militare del Pentagono, lo dicono macari iddhi.
Quanto al Ponte per la Guerra, è già un target da primo colpo: facile-facile. Bum!. E le macerie sono nostre e del nostro Canale di Messina, a perenne ricordo.
Non entriamo -in questa breve Nota- nelle euro-allucinazioni antirusse da Fortezza Bastiani, ma l’assenza tecno-militare di nesso logico tra il loro “Ponte” e la nostra “Difesa” ci conferma, oltre all’italica furbastreria, il precario “stato mentale” del Sistema-Italia, prigioniero di un Debitone impagabile e culturalmente alla deriva nelle nebbie razzistoidi di un nazionalismo da operetta.
Il “PONTE” è la secolare “GRANDE OPERA” dello SPETTACOLO COLONIALE: un’arma di distrazione di massa; un Totem “prometeico” che sfida le SCIENZE della TERRA sullo “STRETTO NECESSARIO”; un simulacro che incarna un’illusoria promessa di “Benessere” all’interno di un organismo sociale interamente sottomesso: il Popolo dei Sonnambuli nel magico mondo di Sicily Park.
Nell’italietta del Debitone, intrappolata nella demenza dell’Occidente Collettivo, ci mancava solo la Legge In-Sicurezza -definita anche “anti-NoPONTE”.
Oltre le ipocrite nebbie securitarie retequattriste, la sua vera funzione è tutta nel potenziamento dei dispositivi intimidatori, criminalizzanti e repressivi contro i movimenti di resistenza civile.
Questa Legge In-Sicurezza dissolve del tutto ogni buon senso repubblicano agli articoli 30 e 31 che estendono varie immunità, in particolare si garantisce copertura legale totale agli agenti segreti e sbirri vari infiltrati in organizzazioni che potranno arrivare anche a dirigere attuando legalmente perfino omicidi e attentati senza essere perseguibili. In realtà non c’è nulla che non abbiano già fatto in 80 anni di Repubblica: col d.l. 11-4-2025-n.48 si sono solo tolti la maschera dell’ipocrisia. E bum!.
Comunque, in questa italietta confusa e alla deriva ci mancava solo la Legge In-Sicurezza -definita anche “anti-NoPONTE”- che legalizza il Terrorismo di Stato: Bum!.
E’ un Potere cieco e arrogante, ma anche debole e screditato, quello che ricorre a queste misure. Ad aver paura sono Loro!.
E resta la Realtà coloniale, con le sue masse colonizzate che vagano come Sonnambule nelle riserve indiane di Sicily Park.
E resta una Realtà deprimente: in Sicilia e Calabria mancano 3000 ponti: tutti utili, tranne uno. Per non dire di asili, scuole a tempo pieno, residenze per anziani, strade decenti, servizi pubblici ecc. E i soldi del FSC UE -e non ne abbiamo altri- servirebbero a questo, non al “Ponte-Totem” o al riciclaggio via STEP dei 300 milioni regalati dal governo Schifani alla multinazionale STM. In attesa della privatizzazione all’asta global degli Aeroporti “pubblici” dell’Isola: i veri Ponti per il Mondo.
@Giugno 2025. (TerraeLiberAzione)
Nota Bene: da alcuni anni il Ministero della Difesa ha cercato di costruire sulle Madonie un nuovo hub logistico-addestrativo. Ci siamo opposti, tra i pochi: e il progetto -sostenuto dai sindaci tricolorati dei comuni madoniti interessati!- è stato “sospeso”. Vigiliamo anche sul loro “Ponte” per le Madonie.
Per approfondire consigliamo lo studio del recente numero monografico “NO-PONTE!” della Rivista TerraeLiberAzione: è QUI