DOPO IL CICLONE HARRYS, IN ATTESA DEL PROSSIMO.
RICOSTRUIRE, MA COSA E COME?. – I SOLDI CI SONO, MA ANCHE LE IDEE PROGETTUALI SBAGLIATE…
(E gli sciacalli del Racket politicante e burocratico che incombono sulla gestione dei sacrosanti e urgenti Aiuti alle vittime del Ciclone).
Intanto parliamo di SOLDI: poi del CHE FARE, con calma e senza dimenticare le decine di migliaia di vittime siciliane e calabresi causate dallo TSUNAMI del 1908 innescato dal GRANDE TERREMOTO.
I SOLDI CI SONO.
Oltre al MILIARDO+200milioni immobilizzati dalla Regione Siciliana nel folle bankomat del PONTE sul CANALE di MESSINA; il Bilancio regionale gode di un ottimo “avanzo” di circa 2 MILIARDI facilmente utilizzabili (li regaleranno a qualche multinazionale e il resto se lo spareranno in modalità elettoralistica, magari “a pioggia”?).
Resta il fatto che i SOLDI ci SONO. Ma non si tratta di un risultato miracoloso del fantomatico Buon Governo, quanto, piuttosto, di un dato congiunturale determinato da 3 fattori:
1-L’INFLAZIONE che gonfia il volume delle entrate fiscali.
2-I versamenti fiscali prodotti dai Cantieri del PNRR-UE post CRISI PANDEMICA garantito dalla Germania con obbligo di “spesa proporzionale” anche in Sicily Park. (…)
3-Dalla cronica INCAPACITA’ di SPESA della REGIONE, che ricicla da anni le stesse risorse finanziarie: il giochino delle 3 carte (…).
La “nostra” Regione è la sintesi di una borghesia siciliana ignorante, mercenaria e incapace di conquiste spettacolari.
Hanno una sola fortuna: milioni di colonizzati che non vedono, non sentono, non parlano: i Sonnambuli di Sicily Park. La Regione siciliana è l’autobiografia di un “popolo” colonizzato e fallito.
Resta il fatto che i SOLDI ci sono.
Ci mancava solo il discusso on.Galvagno, presidente dell’ARS, che invoca “Solidarietà dal resto d’Italia.Serve un numero verde per la raccolta fondi”.
Sorvoliamo sullo scarso interesse dello Spettacolo tricolorato: non è una novità e purtroppo non c’è nessun grande gruppo editoriale che dia onesta “visibilità” ai problemi dei Siciliani e del Sud. Chissà perchè?. Delle lamentazioni vittimistiche del sicilianismo istintivo non sappiamo cosa farcene: siamo Vittime di una secolare Storia neocoloniale: chiaro?. Punto.
(Nota: una questione da affrontare -e sarebbe ora- è quella dell’ASSICURAZIONE CATASTROFALE COLLETTIVA: ma da contrattare con chi?. Con le Generali di Trieste, coi Lloyd di Londra, con la Mafia Pay Pal della Casa Bianca?. Facciamo prima con lo Spirito santo). (1-continua)
(@24 Gennaio 2026. Istituto TerraeiberAzione).
Consigliamo una rilettura da TerraeLiberAzione -17 Dicembre 2025
DOPPIA TRUFFA. – IL BLUFF PONTISTA COLPISCE ANCORA.
(Ma l’autoriciclaggio ci mancava!).
Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti -tra i pochi a saper “leggere, scrivere e far di conto” nel governicchio in carica- non ne poteva più: mancano 3 miliardi per far galleggiare “in manovra” la Legge di Bilancio del nostro Stato: solo in un Paese di analfabeti si può far commedia politicante per sei mesi su una operazione contabile di soli 18 miliardi: si pensi, come esempio, che il Bilancio annuale della sola Regione Siciliana galleggia su 23 Miliardi!.
Dove trovare la pezza per tappare il buco?.
Semplice: dal loro bluff pontista, tanto, Iddhi, lo sanno che è una minkiata!.
E dei 13,5 MILIARDI puntati d’azzardo sul bluff spettacolare del loro PONTE dei MIRACOLI quelli più facilmente manovrabili e stornabili provengono dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione UE, sottratti a MILLE Opere utili e urgenti.
Sia chiaro: la coperta è corta, e non si può Fare tutto. E finirà che non si farà niente: né l’inutile Grande Opera né le urgenti MILLE COSE GIUSTE: in Sicilia, in Calabria e Altrove. Lo diciamo da decenni!. Ma l’autoriciclaggio ci mancava!.
Ci conferma oggi il nostro amico Aurelio Angelini, analista di alto livello, che “ogni definanziamento, anche parziale, rende impossibile la stipula dei contratti, l’avvio dei cantieri e l’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti…”.
E comunque: “non esiste ad oggi un progetto del Ponte credibile, cantierabile e integralmente finanziato, come richiesto dalla normativa vigente in materia di opere pubbliche e dal Codice dei contratti… mentre si certifica che le somme stanziate non erano realmente “blindate”, ma fungibili, utilizzate come un salvadanaio per tappare buchi aperti altrove”.
Tanto per saperlo: le risorse pontificatrici serviranno forse a rinviare il fallimento del piano “Industria 4.0”. E altri disastri annunciati.
DOPPIA TRUFFA. IL BLUFF PONTISTA COLPISCE ANCORA.
Lo sapevamo. A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca… diceva Andreotti.
E’ una “GRANDE OPERA” che -nell’Epoca del volo aereo a costo d’autobus e delle mega-navi che muovono il 90% del commercio mondiale- appare inutile, dannosa, “concettualmente” ottocentesca e “sansimoniana”. Un ABBAGLIO spettacolare!
Un bluff secolare che si rivela infine metafora e perfino Bankomat dei fallimenti del Sistema Italia: e ora ci aggrappiamo ai “maccaroni” col bollino Unesco!.
E poi c’è la Regione siciliana, che ha puntato oltre un MILIARDO sul Ponte dei Miracoli… sintesi di una borghesia siciliana ignorante, mercenaria e incapace di conquiste spettacolari.
Hanno una sola fortuna: milioni di colonizzati che non vedono, non sentono, non parlano: i Sonnambuli di Sicily Park.
Per approfondire consigliamo la lettura della rivista TerraeLiberAzione – monografico NO PONTE! –
(Nota. Il Consiglio dei ministri si riunisce il 26 gennaio per deliberare la dichiarazione dello stato di calamità a seguito del passaggio del ciclone Harry, che ha colpito duramente la Sicilia, provocando danni rilevanti anche in Calabria e Sardegna.
La seduta avvierà formalmente l’iter per il riconoscimento dell’emergenza nazionale e per il varo delle prime risorse a sostegno delle aree interessate. Stiamo a vedere)-E’ la procedura del Codice della Protezione civile).
www.terraeliberazione.net