ASSABBINIRICA da GIBELLINA.
Me lo ricordo il Terremoto del Belice (15 Gennaio1968). Ero piccolo: mio Padre e mia Madre riempivano “scatoloni di aiuti”, a Ramacca: e gli davo una mano: il maglione, la coperta, i pacchi di biscotti… Avevo 7 anni.
In meditazione camminante, sui sentieri di una Sicilia interiore, profonda e silente, il “Cretto di Burri” mi apparve nel 1990 come un immenso lenzuolo sulle Macerie del Mondo, in forma di Sudario sul Martirio secolare di un Popolo tradito dalle sue moderne “classi dirigenti”: cosche e bande partorite già mercenarie e incapaci di conquiste spettacolari. Insomma, la “Sicilia come Metafora” ecc.
“Cosche e Bande…accademiche, le peggiori… La loro esistenza in vita non ci porterà mai alcun vantaggio…Nel secolare Circolo vizioso della Miseria coloniale, i semi avvelenati possono produrre solo frutti marci. Miseria della Politica figlia Politica della Miseria. (SICILY PARK) non può partorire altro!”. (TerraeLiberAzione 1991+).
Il CRETTO di BURRI è la più spettacolare e straziante Opera d’Arte che sia mai stata concepita… E’ l’Orrido sublime, come una colata lavica dell’Etna. Estetica senza Alibi. Se ci cammini dentro senti le Voci…
(E comunque non c’è Opera d’Arte UMANA che Madre Natura non abbia già realizzato a sua Immagine e Somiglianza).
E’ capitato, di recente, che una Multinazionale dei Ladri di Sole, fotovoltaico Desert Tech, ha proposto una “replica” del Cretto come “opera compensativa” per il suo saccheggio di Terre… E’ un Segno dei Tempi. Un delirio neocoloniale.
Ma voglio RiCordare anche la Resistenza popolare dei Siciliani del Belìce, che rifiutarono la “Leva militare”, e si opposero alla “Macchina” speculativa e clientelare della falsa “Ricostruzione”…che li condannò infine all’Emigrazione di Salvezza.
Della meravigliosa “ORGANIZZAZIONE POPOLARE del BELICE” si sono perse le tracce anche tra le centinaia di giovani picciotti-carusi-figghjioli che stanno risalendo le cascate del pianto per inventarsi una Identità siciliana r-esistente: nelle nebbie di uno Spettacolo coloniale che inscena Giri di Giostra per rimestare un pentolone di Rane bollite: i Sonnambuli di Sicily Park.
Non dico altro, oggi. Se non che il CRETTO di BURRI è un’Opera d’Arte profetica.
E’ GAZA.
E’ il MONDO.
L’ARTE pone Domande. E sarà Arte fin quando le porrà.
Le Risposte non verranno certo dal CIRCO del GRANDE KAPITALE, dai suoi teatrini, sintomi della più terrificante CRISI di DIREZIONE che l’UMANITA’ abbia mai vissuto.
Ma se mezza soluzione c’è, non abita nella demenza terminale dell’OCCIDENTE COLLETTIVO, al tempo del Trump Show e dei “nazisti dell’Illinois”.
EX ORIENTE LUX.
O il MONDO sarà peggio di un CRETTO di BURRI.
E me lo ricordo il Terremoto del Belice (15 Gennaio1968). Ero piccolo: mio Padre e mia Madre riempivano “scatoloni di aiuti”, a Ramacca: e gli davo una mano: il maglione, la coperta, i pacchi di biscotti… Avevo 7 anni.
Mario Di Mauro- fondatore di TerraeLiberAzione.