DOPPIA TRUFFA. – IL BLUFF PONTISTA COLPISCE ANCORA.
(Ma l’autoriciclaggio ci mancava!).
Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti -tra i pochi a saper “leggere, scrivere e far di conto” nel governicchio in carica- non ne poteva più: mancano 3 miliardi per far galleggiare “in manovra” la Legge di Bilancio del nostro Stato: solo in un Paese di analfabeti si può far commedia politicante per sei mesi su una operazione contabile di soli 18 miliardi: si pensi, come esempio, che il Bilancio annuale della sola Regione Siciliana galleggia su 23 Miliardi!.
Dove trovare la pezza per tappare il buco?.
Semplice: dal loro bluff pontista, tanto, Iddhi, lo sanno che è una minkiata!.
E dei 13,5 MILIARDI puntati d’azzardo sul bluff spettacolare del loro PONTE dei MIRACOLI quelli più facilmente manovrabili e stornabili provengono dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione UE, sottratti a MILLE Opere utili e urgenti.
Sia chiaro: la coperta è corta, e non si può Fare tutto. E finirà che non si farà niente: né l’inutile Grande Opera né le urgenti MILLE COSE GIUSTE: in Sicilia, in Calabria e Altrove. Lo diciamo da decenni!. Ma l’autoriciclaggio ci mancava!.
Ci conferma oggi il nostro amico Aurelio Angelini, analista di alto livello, che “ogni definanziamento, anche parziale, rende impossibile la stipula dei contratti, l’avvio dei cantieri e l’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti…”.
E comunque: “non esiste ad oggi un progetto del Ponte credibile, cantierabile e integralmente finanziato, come richiesto dalla normativa vigente in materia di opere pubbliche e dal Codice dei contratti… mentre si certifica che le somme stanziate non erano realmente “blindate”, ma fungibili, utilizzate come un salvadanaio per tappare buchi aperti altrove”.
Tanto per saperlo: le risorse pontificatrici serviranno forse a rinviare il fallimento del piano “Industria 4.0”. E altri disastri annunciati.
DOPPIA TRUFFA. IL BLUFF PONTISTA COLPISCE ANCORA.
Lo sapevamo. A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca… diceva Andreotti.
E’ una “GRANDE OPERA” che -nell’Epoca del volo
aereo a costo d’autobus e delle mega-navi che muovono il 90% del commercio mondiale- appare inutile, dannosa, “concettualmente” ottocentesca e “sansimoniana”. Un ABBAGLIO spettacolare!
Un bluff secolare che si rivela infine metafora e perfino Bankomat dei fallimenti del Sistema Italia: e ora ci aggrappiamo ai “maccaroni” col bollino Unesco!.
E poi c’è la Regione siciliana, che ha puntato oltre un MILIARDO sul Ponte dei Miracoli… sintesi di una borghesia siciliana ignorante, mercenaria e incapace di conquiste spettacolari.
Hanno una sola fortuna: milioni di colonizzati che non vedono, non sentono, non parlano: i Sonnambuli di Sicily Park.
Per approfondire consigliamo la lettura della rivista TerraeLiberAzione – https://www.terraeliberazione.net/…/Anno-40
TERRAELIBERAZIONE-NEWS
Nota stampa della Corte dei Conti
𝐌𝐎𝐓𝐈𝐕𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐎𝐄𝐑𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐍 𝐋𝐀 𝐋𝐄𝐆𝐈𝐒𝐋𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
𝐔𝐄 𝐄 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐑𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐈
27 novembre 2025 – La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti ha depositato in data odierna la deliberazione n. 19/2025/PREV, rendendo note le motivazioni per le quali il 29 ottobre scorso è stato ricusato il visto – e la conseguente registrazione – della delibera CIPESS n. 41 del 6 agosto 2025 avente a oggetto: “Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria: assegnazione risorse FSC ai sensi dell’articolo 1, comma 273-bis, della legge n. 213 del 2023 e approvazione, ai sensi dell’articolo 3, commi 7 e 8, del decreto-legge n. 35 del 2023, del progetto definitivo e degli atti di cui al decreto-legge n. 35 del 2023”.
Il Collegio, nell’espletamento del controllo preventivo di legittimità, ha ritenuto di assegnare prioritario rilievo alla:
- Violazione della direttiva 92/43/CE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, a causa della carenza di istruttoria e di motivazione della c.d. delibera IROPI;
- Violazione dell’art. 72 della direttiva 2014/24/UE, in considerazione delle modificazioni sostanziali, oggettive e soggettive, intervenute nell’originario rapporto contrattuale;
- Violazione degli artt. 43 e 37 del decreto-legge n. 201/2011, per la mancata acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti in relazione al piano tariffario posto a fondamento del piano economico e finanziario.
Con la medesima delibera sono state, altresì, formulate osservazioni relative a ulteriori profili confermati all’esito dell’adunanza, ma ritenuti non decisivi ai fini delle valutazioni finali.
Corte dei conti – Ufficio Stampa