SICILY PARK- Lo STRETTO NECESSARIO e il Totem del Ponte nella Dialettica geostorica dell’Insularità strategica

Intervistato da “La Sicilia” (27/12/2023), parlando a nome della “Scienza” e dopo aver definito i “No-ponte” una accozzaglia di “ambientalisti, estremisti (e cavernicoli, no?)”, Enzo Bianco invita a un “confronto pacato e scientifico” sulla miracolosa Grande Opera dalla quale dipenderebbe l’Avvenire radioso “della Sicilia, del Sud e dell’intero Paese”.

Il Partito del Ponte martella i suoi 4 spot a reti unificate, a volte insulta e di regola rifiuta il confronto. Accettiamo dunque l’invito al “confronto pacato e scientifico” che, a differenza di altri pontificatori, l’Ex ministro di polizia e sindaco di Catania -neocrispino decaduto- ci propone.
Lo accettiamo da scienziati sociali e attivisti storici del variegato “movimento No Ponte”, per niente interessati alle demagogie, illusioni e faide che dominano lo Spettacolo politicante di Sicily Park nelle cui nebbie vengono occultati i secolari interessi miliardari del Grande Capitale nordista e globale (acciaierie lombarde, per esempio).

Il redivivo Bianco –nel suo coerente pontismo- polemizza in realtà col suo PD (affari loro!) proponendo argomenti “scientifici” a sostegno della “Grande Opera”, che –da decenni- ci pare piuttosto un Totem per la riserva indiana di Sicily Park.

Gli argomenti “scientifici” dell’Ideologia pontista sono noti: e col Ponte dei Miracoli arrivano macari la TAV, lo Sviluppo, il Benessere. E diventeremo “italiani al 100%” (addirittura!). Cosa vogliamo di più?.

1-A proposito di Alta Velocità Ferroviaria -quella vera-: è bene sapere che non c’è e non ci sarà un solo kilometro di TAV in Sicily Park: non esiste neanche il progetto!. E’ cantierato invece un notevole e tardivo intervento di “modernizzazione” sulla Rete vecchia di 150 anni (in gran parte ancora a “binario unico” e priva di elettrificazione!): erano le Ferrovie degli zolfi “inglesi” e dell’Orange Belt: arance e limoni “negoziati a vagoni”. E poi dei “Treni del Sole” che deportarono un milione di Siciliani nelle Nebbie padane del “Miracolo italiano”.
La Rete viene ora in parte “velocizzata” – su standard di 60 anni fa: con una dozzina di Miliardi “euro-tedeschi” che devono essere spesi, o restituiti: costi miliardari “da TAV vera”. Ma, si sa, in Italia le opere ferroviarie costano da 2 a 4 volte più dello standard europeo: tangente sistemica legalizzata o cosa?. Non se ne deve parlare: tutti muti!. A sentir le trombe e i tromboni dello Spettacolo coloniale in modalità ferroviaria pseudo-TAV, la tratta Catania-Palermo è “velocizzata” a 250 km/h (che non è neanche TAV!): dunque, su una distanza di 241 km, CT-PA sarebbe meno di un’ora… E gli scecchi volano!.
Che poi… per andare da Catania-Fontanarossa a Palermo-Punta Raisi in TAV si debba passare da Villa San Giovanni, non l’abbiamo mai capito!. E nell’Epoca del volo aereo a costo d’autobus, a Torino e a Berlino non ci si va in treno!. E l’E-Commerce? Copre il Pianeta con voli cargo!. E i container viaggiano per rotte globali su mega-navi panamax ecc…Quanto alla Via della Seta, la Sicilia ne venne esclusa preventivamente già nel 2008 per ordine del Regime di Washington: in Sicily-Region 1 si fa il MUOS. Punto.

2-Piovono Miliardi su Sicily Park. Parliamo dunque di soldi. “Seguite i soldi!”, ci insegnò un Magistrato martire dello Spettacolo coloniale Maf&AntiMaf. Ma non ci voleva molto a capire che –con la post-pandemica riattivazione, perfino più stringente, del Patto di Stabilità UE,- da “Roma” non vogliono –e in fondo “non possono”- investire 14 MILIARDI (che cresceranno ancora!) per il “Ponte di Salvini” (e delle acciaierie lombarde). Il trucco di Bilancio delle “entrate” e degli stanziamenti virtuali spalmati su tempi lunghi è un bluff vecchio e collaudato: e nella Pubblica Amministrazione contribuisce a tenere in piedi migliaia di Comuni e altri Enti. Ma anche l’iter di un Ponte tanto spettacolare quanto ideologico: “sansimoniano”, ottocentesco; e realmente inutile se non a “farci diventare italiani al 100%” (addirittura!). Ma dovremo pagare comunque il pedaggio per entrare e uscire da Sicily Park: il pedaggio, l’unica fonte di finanziamento certo per chi gestirà il Ponte-Bankomat in stile Benetton!.
Ma –intanto- il bluff finanziario funziona se oltre alle “poste virtuali” ci si mette anche del danaro reale, necessario a tenere in piedi la baracca e i suoi burattini, la Grande Opra e i suoi pupi. Anche a costo di rubare ai poveri per dare ai ricchi, illudendoli però che lo si fa per il loro bene!. E poi…“di progresso in progresso, avremo perduto il poco che avevamo, e guadagnato ciò che nessuno, in realtà, voleva”. (Guy Debord – In girum imus nocte et consumimur igni ).
Il “prelievo forzoso” dal prezioso Fondo Sociale di Coesione UE -in realtà destinato a sanare le vere ferite delle due regioni pontificate- è un crimine finanziario -coloniale e antisociale- di proporzioni inaudite. Le “schifanate” gli hanno aperto la via e il dentifricio è uscito dal tubetto: il danno è fatto. Ed è solo l’inizio, vedrete: questo meccanismo è secolare: fondi in teoria “aggiuntivi” per lo “sviluppo civile delle aree in ritardo” vengono stornati in spesa corrente o –addirittura- in esperimenti pontisti sulle faglie tettoniche più “esplosive” del Pianeta: placche continentali!.

3- Alla Metafisica giubilare del Ponte dei Miracoli e alle sue illusioni sulle magnifiche sorti e progressive dell’Ingegneria, rispondiamo con la Geofisica fondamentale. La Sicilia appartiene alla placca africana, con l’eccezione della “punta” nord-orientale che appartiene alla placca euroasiatica. Lo scorrimento della placca africana che per subduzione si immerge sotto quella euroasiatica ha determinato la creazione dei rilievi montuosi del TerraMare siciliano, nonché la presenza di vivaci attività sismiche sia di origine tettonica che vulcanica.
E veniamo dunque al Terremoto, il convitato di pietra di questa secolare vicenda. Nessuno può prevederlo, di certo si sa solo che arriverà. Un “big one” che non lascerà nulla in piedi, poiché poco o nulla dell’edificato nell’Area del Canale di Messina risponde agli attuali criteri antisismici. Nulla resterà addhitta, tranne il loro “Ponte dei Miracoli”!. Un ponte sospeso a campata unica con luce di 3300 metri, lungo quanto è alta l’Etna: è “a prova di bomba atomica”, lo dicono gli scienziati pagati dal partito del ponte. Eppure ci voglio credere, proprio così. Va però aggiunto che questa complessa e inedita Macchina-Ponte, in realtà, è lunga oltre 30 kilometri: di ponti-viadotti-gallerie, sopraelevate e sottopassaggi… In breve, ammesso che la “campata” resti viva, magari danneggiata, ma addhitta, è a dir poco sicuro che del resto non rimarranno che morte macerie. Il Ponte sospeso…sulla Tabula rasa: ecco, quello si che verrebbero a vederlo da tutto il Mondo!.
Comunque, anche non completandolo (in Sicily Park non sarebbe una novità!), bruceranno miliardi in carte che figliano carte, sbancamenti e movimenti-terra mostruosi, gallerie e viadotti di adduzione per decine di kilometri, 4 torri gigantesche, i Totem di Sicily Park, che il mondo correrebbe a vedere, come se non vi fosse di meglio da vedere in Trinakria millenaria, l’Isola del Tesoro per quanto ormai ridotta a colonia di saccheggio e set cinematografico, riserva indiana e Fabbrica di Figli il cui metabolismo sociale è devastato dall’Emigrazione coatta di massa (Coercive Engineered Migration). E tale resterebbe, con o senza Ponte.
Ponte e…a capo!.

4-Che poi il Ponte dei Miracoli sia anche “green” perché “elimina gli inquinanti traghetti” – ricordiamo a questi Scienziati della domenica che il Canale di Messina è attraversato da migliaia di navi commerciali, turistiche e militari, inclusi petroliere e sottomarini nucleari, tanto per non farci mancare niente.
Questa banalità del pontismo greenwashing è ipocrisia o ignoranza?. Se è solo ignoranza , son lieto di aiutarli, sorvolando sulla devastazione immane dello Scilla-e-Cariddi, paesaggio identitario che solo i colonizzati possono non riconoscere come proprio (ma il Sintimentu, sicula concrezione di Cuore e Cervello, non è un “organo attivo” nel corpo dei Sonnambuli di Sicily Park).
Questi traghetti inquinano. Vero è. Ma non è necessario essere un ingegnere navale per sapere che i nuovi traghetti 4.0 non inquinano e non hanno nulla a che vedere con le attuali “carrette del mare”!. C’è già –per esempio- il Solar Ferry Boat: un capolavoro tecno-ecologico che non produce inquinamento atmosferico, acustico o idrico: sintesi magnifica di ingegneria navale, alimentato ad energia solare.
(Ma i Cantieri Navali di Palermo non sarebbero capaci di costruirne una intera flotta? E una rete di stazioni di ricarica gratuite con elettricità oggi saccheggiata in Sicily Park dai “Ladri di Sole e di Vento” –anche off shore- non sarebbe una cosa da imporre senza se e senza ma? . E sarebbe realizzabile “a kmzero”: ne riparliamo).
Ad ogni modo, a Torino e a Berlino… ci andremo comunque in aereo, non ci serve nessun ponte, semmai una compagnia aerea siciliana “a controllo sociale” o quantomeno una rete negoziata di “rotte protette”…ma questo è un altro discorso, da sviluppare oltre il caos mentale delle “schifanate” e della Regione mercenaria: in Sicily Park si vendono all’asta global anche gli aeroporti pubblici, i veri Ponti per il Mondo. E nulla hanno compreso nè dell’Epoca del volo aereo a costo d’autobus, né della Potenza geo-economica dell’Insularità strategica e del suo Stretto Necessario. E neanche degli Algoritmi neocoloniali e antiproletari!.


Nella lezione magistrale di Karl Schmitt, l’insularità è luogo di accumulo della potenza marittima. A chi appartiene questa “potenza” nell’Isola di Sicilia?. L’Isola è luogo d’accumulo della potenza marittima, che può essere impugnata dal popolo che la abita, oppure dalle forze esterne che -in varie forme- la colonizzano. E’ la Dialettica geo-storica dell’Insularità strategica.
Altro che isola remota e periferica, altro che “costi dell’insularità”!. Si chiamano “costi dello Spettacolo coloniale” (e del suo “blocco sociale” mercenario e parassitario: la Palude di Sicily Park).
La Sicilia non è per niente “isolata”. La Sicilia è nel Mondo, Hub cruciale e piattaforma geostrategica sul corridoio meridiano che scorre dall’Occidente Atlantico ai Mari dell’Asia. La sua insularità sta all’isolamento, come i polmoni stanno alla polmonite.
La Sicilia è nel Mondo. A saperlo sono i nostri emigrati, le multinazionali energetiche vere padrone della nostra Isola, i generali del Pentagono e perfino i naufraghi dello “sviluppo” imposto dal Fondo Monetario Internazionale di cui raccogliamo i cadaveri sulle nostre spiagge. La Sicilia confina con se stessa. Ma è nel Mondo. In questo Mondo ci può stare in due modi: da colonia o da Isola-Nazione.
E c’è da imparare, con umiltà, dalle altre Isole!. Dall’Irlanda, per esempio. E da Malta… Altro che insularità come condanna e malanova!. E –volendo- anche da altri arcipelaghi, come il Giappone, che però è molto più grande, sebbene Sir Cotterell, celebrato mitografo inglese, lo definisca, per morfologia storico-culturale, “la Sicilia dell’Estremo Oriente”!.

La “Sicilia” è malata e non vi sarà alcuna Cura fin quando il Sonnambulo di Sicily Park non rientrerà nella Realtà: «dopo decenni d’irrealismo, dopo essersi compiaciuto dei fantasmi più stupefacenti, il colonizzato affronta finalmente le forze che gli contestavano il suo essere: quelle del colonialismo […] Il colonizzato scopre il reale e lo trasforma nel movimento della sua prassi, nel suo progetto di liberazione» (Frantz Fanon, padre dell’Etnopsichiatria: a proposito di scienziati, quelli veri!).

Lo Spettacolo coloniale, coi suoi padroni e coi i suoi mercenari, selezionati sull’Ascensore sociale tricolorato e antiproletario… questa “Grande Opera” che incatena i Siciliani: è un flagello secolare, che appare ormai imbattibile. Eppure, malgrado tutto, “vedi, Ndrja carissimo, quel flagello là, non è che possiamo stare qua a guardarcelo e vedere che fa…Se lo lasciamo fare, ci ritroveremo che non avremo più niente da farci…Vogliamo rinunciare al nostro modo di vivere?. Eppoi, anche a tentarci, per simbolo, ci servirà lo stesso: il solo fatto di tentarci, gli scalerà agli occhi nostri l’immortalità…Che succede a volte nelle tempeste? Succede che la chiumma si dichiara vinta, tutti piegano il collo e aspettano l’ondata che li annegherà…Ma se non era scritto che ne uscissimo, si scriva se non altro che ci ribellammo.” (Stefano D’Arrigo, “Horcynus Orca”).
Mario Di Mauro- fondatore della Comunità TerraeLiberAzione
www.terraeliberazione.net

La Foto: la Sicilia vista dalla Stazione Spaziale Internazionale, è del cosmonauta siciliano Luca Parmitano.

Note

1- Non ci interessa il balletto delle nomine alla “Stretto di Messina Spa” con sede a Roma, né degli incarichi in We Build o in altre strutture & società pontificatrici, che seguiremo semmai con metodo di ingegneria finanziaria… Un nome però ci dice anche altro: a capo di Eurolink – General Contractor per la progettazione e costruzione del Ponte- è stato nominato quel dott. Gianni De Gennaro che dal 2013 al 2020 fu presidente di Leonardo, il colosso statale dell’industria militare; lo stesso De Gennaro che abbiamo “conosciuto” e capo della polizia durante il G8 di Genova. Si preparano alla guerra?. La Guerra del Ponte: contro chi?. Cosa si inventeranno?.
Intanto –negli ultimi 25 anni- il traffico su gomma traghettato si è ridotto di un milione di autoveicoli e di 100mila TIR in meno : le merci si muovono in nave, le persone in aereo… I carri armati no!. Chi pagherà il conto?.
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