Un Secolo decisivo

In questo cruciale Secolo XXI si deciderà dell’esistenza stessa della Vita umana sul pianetino Terra.

La nostra Madrepatria che viviamo nel Tempo è il Secolo XXI. Ed è un “campo di battaglia”.

La nostra Madrepatria che viviamo nello Spazio è il pianetino Terra. Ed è un “campo di battaglia”.

La nostra “patria civile” è la Costituzione repubblicana (col suo zombizzato Statuto siciliano): ed è un “campo di battaglia”.

La nostra “cittadinanza” ha una “Patria Grande”, si chiama “Europa”: ed è un “campo di battaglia”.

Non lo decidiamo Noi… il “campo di battaglia”.

Ma la nostra Madrepatria che viviamo nel Sintimentu si chiama Trinakria: è anch’essa un “campo di battaglia”, e in questo Tempo oscuro che avvolge nelle sue tenebre l’Isola del Sole appare perfino “un incubo avvolto in un mistero” …ma almeno- in questo Paesaggio storico-naturale di r/esistente biodiversità- vi “giochiamo in casa” e nessuno ce lo potrà mai rubare, perché se te lo riconquisti nella CoScienza, agirà dal tuo Sintimentu, sicula concrezione di Cuore e Cervello.

Riflettendo in laica Autonomia –da Siciliani liberi e forti in Cammino sul solco profetico tracciato da Papa Francesco- rileviamo che il principio di autodeterminazione delle comunità umane non gode di pacifica salute: è ovunque evidente. E non si tratta di riesumare antistorici “sovranismi autarchici” e altri rottami ideologici novecenteschi, gravidi di orrori totalitari, con fili spinati e muri sull’acqua: contro i quali non dovremo mai stancarci di produrre anticorpi e vaccini efficaci: tanto più che il fallimento relativo della “globalizzazione” si manifesta nelle forme peggiori del ritorno allo scontro tra due presunti Mondi in Contesa, che appaiono lanciati verso una terrificante Terza Guerra Mondiale.

Alziamo sul Mondo, con onestà intellettuale, uno sguardo di Pace e Cooperazione Umana. La Civiltà europea non può avere altra autonoma funzione storica.

Che “la Verità è la prima vittima della Guerra” lo declamavano nei Teatri siciliani già 2500 anni fa. Oltre le nebbie propagandistiche e gli orrori della “crisi ucraina”, è di tutta evidenza che l’ibrida Guerra dei Trentanni scatenata dalle Forze egemoni di un declinante “Occidente” contro la Russia ha trovato il suo tragico limes invalicabile nell’Autodeterminazione popolare in Donbass e Crimea. La “crisi ucraina” –non meno di altri conflitti- poteva essere disinnescata civilmente, con gli strumenti pacifici del Federalismo solidale e delle Autonomie culturali e territoriali: strumenti di una Civiltà tecno-giuridica e politico-valoriale universale che caratterizza e anima il “cammino secolare” degli Autonomisti siciliani.

E cosa dire delle comunità umane del Mediterraneo?. Divise da un Muro sull’Acqua e “prigioniere” di geopolitiche caotiche e neocoloniali per il controllo di suolo-sottosuolo-acque territoriali-spazio aereo: e poi gasdotti, rotte petrolifere, mega-elettrodotti… E dorsali TLC, che valgono più di tutto il resto.

E cosa dire dei giovani profughi africani prodotti da 5 secoli di colonialismo europeo e dal fallimento telecomandato della “decolonizzazione”. Altro che “invasori” e Muri sull’Acqua!.

A prescindere: è il “Dio delle Periferie” che ci sta avvertendo e ci sta Giudicando!. Se la libertà di movimento degli esseri umani in questo pianetino va riconosciuta come Diritto universale; lo sradicamento coatto, per fame e disperazione, va sancito come crimine contro l’Umanità.

Che il principio di autodeterminazione politica delle comunità umane non goda di pacifica salute è ovunque evidente. Che il principio di autodeterminazione della Persona non goda di pacifica salute è altrettanto evidente.

Da milioni di anni i virus camminano silenziosi e mutanti: si fanno beffa di frontiere e confini. A modo loro hanno una intelligenza dalla quale dovremmo imparare qualcosa: giocando d’anticipo, creando Organismi di Risposta Globali e Piani Locali di rapida applicazione. Altro che recinti feudal-statali… in questo pianetino “siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino” (Seneca).

Lo stress test della crisi pandemica –che in questo Secolo XXI non sarà un “episodio”- ha anche scoperchiato la fragilità della specie umana.

La “crisi pandemica” sta ridisegnando ovunque la Società, le sue classi, le nostre vite: e non siamo “tutti sulla stessa barca”!. Alla fine di questa “crisi pandemica”, i pochi ricchi saranno più ricchi, e una marea di nuovi poveri porrà –anche nelle metropoli del Mondo “ricco”- Domande che non avranno né potrebbero avere alcuna vera Risposta globale all’interno di questo “Sistema” e delle sue guerre “weaponizzate”, la “guerra mondiale a pezzetti” –nella brillante sintesi di Papa Francesco: nelle nebbie ideologiche che demonizzano l’Altro (spesso continuando a “fare affari”!) si combattono quotidiane guerre monetarie e commerciali, energetiche e alimentari, industriali e militari: e perfino “climatiche” e “virali”!.

Questo è il Mondo, pianeta Terra: e non ne abbiamo un altro in cui andare a vivere. Ed evidente è che la “crisi ambientale”, determinata da un modo di produzione che sacrifica la Vita sull’altare del Dio Profitto, sta presentando il suo conto. L’umanità è a un bivio.


Che Fare?. La dimensione glocal –pensare globalmente, agire localmente- è l’essenza dell’Autonomismo 4.0 nel Mondo del Secolo XXI.

E la nostra Sicilia – Isola del Tesoro ridotta a “riserva indiana” svuotata dalla secolare C.E.M.: Coercive Engineered Migration- in questa “Terza Guerra Mondiale” è un Hub geo-strategico, nell’occhio del ciclone.

La sua decolonizzazione, a partire dalla vita quotidiana, coincide con una ri-evoluzione ispirata all’Ecologia sociale integrale: è questa l’essenza dell’Azione politica e culturale, sociale e spirituale dell’Autonomismo siciliano 4.0. su un Cammino di liberazione dalle “dipendenze tossiche” che non necessita di “salvatori della patria”, né di “uomini della provvidenza”, chè “nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: ci si libera insieme. L’essere umano, come essere storico, inserito in un permanente movimento di ricerca, costruisce e ricostruisce continuamente il suo sapere. E nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli esseri umani si educano insieme, con la mediazione del Mondo”. (Paulo Freire – teologo della liberAzione).

Mario Di Mauro – Fondatore della Comunità TerraeLiberAzione.